Il transfer
Gli embrioni possono essere trasferiti nell'utero a vari stadi del loro sviluppo.
La maggior parte dei centri li trasferisce quando sono allo stadio di 4-6-8 cellule, dunque il transfer avverrà al 2° o al 3° giorno dopo il pick-up (ad esempio se il pick-up è avvenuto di domenica il transfer avverrà il martedì o il mercoledì). Se si è deciso di portare gli embrioni allo stadio di blastocisti il transfer avverrà al 5° giorno dopo il pick-up Se viene fatta una biopsia embrionale il transfer avviene di solito al 4° giorno dopo il pick-up.
Quanto al numero di embrioni da trasferire, la scelta dipende da molti fattori, tra cui la qualità degli embrioni e l'età della donna. Il principio generale è trovare una via di mezzo tra il desiderio di ottenere una gravidanza e la necessità di evitare una gravidanza plurigemellare: trasferire più embrioni significa aumentare la probabilità di una gravidanza ma anche il rischio di una gravidanza multipla, molto pericolosa per la donna e per i bambini (è molto difficile portare avanti una gravidanza con 4-5 feti).
La maggior parte dei centri sceglie perciò di trasferire al massimo 3 embrioni, riducendoli a 2 se la donna è molto giovane o se la qualità degli embrioni è molto buona (dunque se sono maggiori le probabilità di una gravidanza) e aumentandoli a 4 se la donna non è giovane, se gli embrioni non sono di buona qualità, se ci sono già stati precedenti fallimenti di FIVET ecc. (cioè se le probabilità di una gravidanza sono basse). Alcuni centri non trasferiscono mai più di 2 embrioni, a prescindere da ogni altra considerazione. Viceversa i centri cattolici trasferiscono tutti gli embrioni prodotti, qualunque sia il loro numero, perché sono contrari per motivi etici al congelamento.
Il transfer è una procedura semplice e quasi sempre totalmente indolore, simile a una IUI: gli embrioni vengono aspirati, insieme a una piccola quantità di liquido di coltura, in un sottile catetere, che viene inserito nel canale cervicale fino ad arrivare nell'utero, dove gli embrioni vengono depositati sull'endometrio.
La foto qui accanto è l'immagine ecografica di un transfer: la linea gialla tratteggiata evidenzia il catetere che contiene gli embrioni, la linea verde delimita la cavità uterina, la linea rossa delimita il collo dell'utero e quella blu l'intero utero.
Se la donna non ha mai fatto prima della FIVET inseminazioni o altre procedure che comportano inserire un catetere nel collo dell'utero, di solito all'inizio della FIVET si fa un transfer di prova per verificare che non ci siano problemi nel passaggio del catetere.
E' importante che il transfer avvenga nel modo più rapido e dolce possibile: gli embrioni non devono soffrire sbalzi di temperatura e non devono rimanere esposti a lungo alla luce; inoltre il transfer deve avvenire senza traumi per l'endometrio e senza perdite di sangue (anche se talvolta può esserci qualche piccola perdita dovuta alla rottura di capillari del collo dell'utero).
Dopo il transfer la donna rimane stesa per almeno un'ora e successivamente viene dimessa con la raccomandazione di stare a riposo per il resto della giornata e/o nei giorni seguenti. Sulla necessità del riposo (parziale o assoluto) dopo i transfer esistono opinioni discordanti.
